Alzheimer Life

venerdì, maggio 13, 2005

Alzheimer Life

Guardo i celesti occhi di mia madre, distesa sul pavimento del bagno con addosso il panolone per incontinenti e una maglietta della pelle. Non parla, non parla più da 5 anni. Respira a fatica e i suoi occhi fissano un punto nel vuoto assoluto come è la sua memoria. Le alzo le gambe per farle arrivare il sangue al cervello e accarezzandola gentilmente aspetto che si riprenda da questo ennesima ischemia dovuta al morbo di Alzheimer. In due giorni è la seconda volta che succede. Sono impotente davanti al mio e al suo dolore. E' sempre lì stesa sul freddo pavimento con la testa appoggiata su due cuscini e coperta da un plaid bianco e nero, soffice come la sua pelle.
Devo tenerla in questa posizione per almeno 20/30 minuti per dare modo al cervello di irrogarsi di sangue e ossigeno come un campo di terra a secco per la siccità.
Passano i minuti ma lei non si riprende. Non posso tenerla in questa posizione per un tempo maggiore e allora le passo il plaid sotto il corpo e piano piano a mò di slitta la trascino cautamente fuori dal bagno. La porto accanto alla sua poltrona dove passa quasi tutta la sua giornata da malata di
Alzheimer. Aiutato da mia moglie riesco a sollevarla quel tanto che basta a per farla stendere in poltrona. La copro con il plaid e con un'altra coperta anche se fuori da questa stanza è quasi estate. Le sistemo un cuscino dietro la testa e configuro la poltrona nella tipica forma di sdraio.
Lei si addormenta e dormirà tutto il giorno come fa solitamente ad ogni evenienza di questo tipo.

Pochi istanti dopo averla sistemata nella sua poltrona cade in un sonno profondo. Questo è il sonno conciliatore perchè le permette di superare questo brutto momento.
Mi siedo sul divano accanto a lei e la guardo dormire.
Dolce mamma, sei stata un brava donna e una brava mamma. Non hai mai fatto del male a nessuno e non ti ho mai vista con un altro uomo che non fosse mio padre.
Hai vissuto una vita semplice, onesta e dignitosa aiutando anche chi aveva bisogno. Hai dedicato tutto il tuo tempo libero alla tua religione, facendo proseliti e raccogliendo fondi per la tua chiesa. Cosa c'è di sbaglito nella tua vita? Cosa c'è che non và nella tua vita dolce mamma per meritarti tutto questo?

Con amore infinito, i tuoi figli Alessandro e Diana, i tuoi nipoti Claudia, Mattia, Alex e Iolanda Diletta, tua nuora Elena.